Marocco & Western Sahara: Valle del Paradiso – Parte 4/17

Abbiamo trascorso la giornata da Chez Omar, bagnandoci nel fiume che sgorga fino a Asif n'Srou che passa per Tamri fino a giungere nell' oceano Atlantico. Abbiamo mangiato il Tajine più buono er nel pomeriggio abbiamo riaggiunto Marrakech. nella piazza di Djemaa el-Fna (o Jāmiʿ el-Fnā) siamo stati costretti a cenare tra le bancarelle che dopo il tramonto aggrediscono la piazza.MARRAKECH: situata al centro-sud del Paese, a circa 150 km dalla costa dell'oceano atlantico.Abbastanza vicina alle montagne dell'Alto e del Medio Atlante, in linea d'aria dista circa 50 km dal massiccio del Djebel Toubkal, la cima più elevata del Marocco. Si ritiene che Marrakech sia stata fondata all'inizio della dinastia almoravide, fra il 1062 ed il 1070, da Yūsuf ibn Tāshfīn, un importante capo militare che - dopo aver conquistato il nord del Marocco - occupò al-Andalus in seguito alla sconfitta dei re cristiani in Spagna.Marrakech è soprattutto una città da guardare. Djemaa el-Fna, offre quello che è forse il più grande spettacolo all'aperto del mondo. Lasciatevi attrarre in un mondo frenetico dal sapore antico, dove giocolieri e cantastorie si contendono lo spazio con incantatori di serpenti, maghi e acrobati. Il vostro naso poi vi guiderà verso le numerose file di bancarelle di cibo, dalle quali s'innalzano fumi che riempiono l'aria di allettanti aromi.Quando andare: Le stagioni più indicate per visitare la città sono la primavera e l'autunno, quando le temperature si aggirano in media attorno ai 20-25°C. Negli altri periodi dell'anno, è possibile incontrare un freddo gelido o un caldo torrido. Chi ha in progetto un'escursione nel deserto farà meglio a evitare aprile, perché è il mese in cui si verificano con maggior frequenza le tempeste di sabbia.Curiosità: Marrakech, come gran parte del Marocco, è popolata da berberi, i discendenti di un'antica razza che ha abitato il Nord Africa fin dal periodo neolitico. I berberi in tutta la loro lunga storia sono stati noti come guerrieri, e un tempo l'insulto peggiore che si potesse rivolgere a uno di loro era: 'tuo padre è morto nel suo letto'.Cosa Vedere: - La piazza di Jāmiʿ el-Fnā- Ad ovest delle Tombe Sa'didi si trova il complesso del Palazzo Reale, che termina a nord con i resti del Palazzo al-Badi. Del Palazzo al-Badi non rimangono altro che rovine che, tuttavia, danno un'idea della grandiosità del palazzo: con cortili lunghi 130 m (e larghi quasi altrettanto) ed una piscina di circa 90 m, un tempo ricco di decorazioni zellij delle quali rimangono solo tracce. Alle spalle del Palazzo reale si stende il Mellah, l'antico ghetto ebraico risalente al 1558. Questo quartiere nel XVI secolo era letteralmente una città nella città, con suq, giardini e sinagoghe. Al giorno d'oggi è popolato quasi esclusivamente da musulmani, essendo la maggior parte degli ebrei trasferitasi a Casablanca, in Francia o Israele.- I suq e la medina alta: La zona a nord della piazza Jema'a al-Fnaa è occupata dai suq: mercati coperti che si articolano su numerose viuzze e piazzette, ciascuna delle quali è dedicata ad attività specifiche: venditori di pelli, lana, calderai, gioiellieri, tintori etc. I souk si stendono fino alla Moschea di Ben Youssef ed alla vicina medersa omonima. La medersa di Ben Youssef (madrasa Ibn Yūsuf) è aperta al pubblico ed è particolarmente interessante: si svolge attorno ad una corte centrale e la costruzione comprende numerose stanzette per gli studenti che vi abitavano e vi studiavano il Corano- Le Tombe Sa'didi e la medina bassa: Questa zona comprende l'area a sud di Jema'a al-Fnaa, delimitata ad est dalle mura ed estendendosi ad ovest fino a comprendere la Mellah (quartiere ebraico), ad ovest della Dār al-Makhzen (il Palazzo Reale).- La moschea Kutubiya è sovrastata dal ben più appariscente omonimo minareto: alto quasi settanta metri, è il minareto più antico (e completo) delle tre torri almohadi che ci sono giunte, insieme alla Giralda di Siviglia e la torre Hassan a Rabat. Il suo nome deriva dalla parola "kutub" e sembra indicasse il fatto o che nei dintorni fossero presenti venditori di libri sacri o scrivani che prestavano servizio agli analfabeti.- Il giardino Majorelle: Il giardino si trova nella città nuova e prende il nome dall'artista francese Jacques Majorelle che scelse nel 1919 Marrakech come dimora. Qui si fece costruire una villa in stile liberty le cui pareti furono dipinte di un colore blu intenso che ancora oggi viene chiamato "blu Majorelle"- Il Museo di Arte Marocchina Dar Si Said si trova a soli 5 minuti da Djemaa el-Fna. - I palazzi El Badi e Bahia. Il primo dei due è ormai in rovina, abitato da cicogne e gatti randagi, dove è possibile esplorarne i passaggi sotterranei; il secondo invece, è uno splendido edificio dall'architettura ricca di decorazioni, ampi cortili ed un giardino curato.